Football Leaks: l’inchiesta su calcio e paradisi fiscali

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José Mourinho e le Isole Vergini

Si trovava nelle foreste austriache José Mourinho, impegnato a preparare le superstar del Chelsea per la nuova stagione, quando arrivò la lettera del fisco spagnolo presso i suoi avvocati. Era il 23 luglio 2014 e la lettera dell’Agencia Tributaria de Madrid non portava buone notizie: un’indagine sulle sue imposte risalenti a quando allenava il Real Madrid, tra il 2010 e il 2013.

Soprannominato “Special One”, il focoso portoghese sapeva che tutto questo poteva portare lontano, dalle Isole Vergini britanniche alla Nuova Zelanda, fino al nascondiglio inviolato del suo gruzzolo segreto: un conto in Svizzera (Banca cantonale di Saint-Gall) dove prosperavano in completa discrezione 12 milioni di euro che aveva dimenticato di dichiarare alle imposte. Come un giocatore che facesse un fallo di mano in area di rigore senza che l’arbitro se ne accorgesse.

Solo che, ecco, l’arbitro fiscale madrileno se n’è accorto. Gli ha inflitto una rettifica da 4,4 milioni di euro, penalità comprese. Per il sollievo dei suoi avvocati, che temevano si sarebbe trovato di fronte alla giustizia penale e sarebbe stato condannato alla detenzione in prigione. Non c’è che dire: Mourinho si trova meglio al Manchester United, dove è arrivato nell’estate del 2016, reclutando di passaggio il giocatore più caro al mondo, il francese Paul Pogba, per 105 milioni di euro.

Per dieci anni esatti il sistema offshore si era mostrato di un’assoluta efficacia. Era stato messo in piedi proprio per Mourinho nel 2004 dal suo agente Jorge Mendes, che l’ha in seguito esteso ai suoi più ricchi pupilli, come Cristiano Ronaldo. I soldi raggiungevano il tranquillo cantone di Saint-Gall attraverso le società di Mendes in Irlanda, per arrivare su dei conti detenuti da società offshore registrate alle Isole Vergini britanniche. È ciò che rivelano i documenti Football Leaks analizzati dal consorzio di giornalisti investigativi EIC.

I documenti dei Football Leaks – 18,6 milioni di documenti, la più grande fuga nella storia del calcio – mostrano come Mourinho si è spinto ben più lontano dei suoi illustri compagni del sistema Mendes in materia di sofisticazione per nascondere denaro. Secondo il buon vecchio principio delle bambole russe, il suo guscio alle Isole Vergini, battezzato Koper Services, era detenuto da un trust in Nuova Zelanda, amministrato da prestanome che nascondevano l’allenatore e la sua famiglia. Soprattutto, l’inchiesta di EIC svela che i suoi contabili e avvocati hanno nascosto informazioni al fisco per far credere che la società – di fatto un guscio vuoto – avesse un’attività reale e dovesse pagare importanti spese minimizzando le imposte.

Cristiano Ronaldo: 150 milioni di euro nei paradisi fiscali

Ed ecco finalmente un trofeo che Cristiano Ronaldo non si vedrà scippato da Lionel Messi. Non si tratta del Pallone d’oro che i due vincono alternativamente dal 2008, ma di un terreno di gioco sul quale ignoravamo che la star portoghese polverizzasse il suo rivale argento: l’elusione fiscale.

Con la sua evasione da 4,1 milioni di euro organizzata da suo padre e per la quale è stato condannato lo scorso anno a 21 mesi di prigione con la condizionale e a 2 milioni di euro di multa, Lionel Messi fa la figura dell’artista amatoriale. Ronaldo, invece, è un prestigiatore geniale. Mentre tutto il mondo del calcio ha gli occhi incollati ai movimenti delle sue gambe, i soldi che passano per le sue mani sono già partiti per destinazioni lontane.

Ronaldo utilizza dal 2008 un sistema massiccio e molto organizzato di “evaporizzazione” del denaro, elaborato dal suo agente Jorge Mendes. I documenti dei Football Leaks mostrano come la star del Real abbia incassato, in completa discrezione, un totale di 149,5 milioni di euro da sponsorizzazioni in paradisi fiscali negli scorsi 7 anni. L’attaccante ha pagato, su questa fortuna, solo 5,6 milioni di tasse. Ossia appena il 4%. Una prodezza.

Il giocatore portoghese ha riscosso, tra 2009 e 2014, 74,8 milioni attraverso una società offshore registrata alle Isole Vergini britanniche, di nascosto dal fisco. Per paura di essere scoperto ha finito per dichiararne una parte. È partito un accertamento fiscale. Ma i suoi avvocati sono miracolosamente riusciti a fargli evitare sanzioni. Per quanto si sa non ha nemmeno dovuto pagare interessi di mora per la sua dichiarazione molto parziale e molto ritardataria.

L’inchiesta dell’EIC ha permesso di scoprire una seconda operazione ancora più problematica. Il 20 dicembre 2014 Ronaldo ha venduto per 74,7 milioni di euro i suoi diritti di marketing per gli anni 2015-2020, per poter continuare a beneficiare di un regime fiscale ultra vantaggioso che sarebbe scomparso due anni più tardi. In questo modo ha eluso 31 milioni di euro di imposte. Secondo i documenti ottenuti dall’EIC, questa manovra fa sudare freddo i suoi avvocati, lo studio Senn Ferrero, che vede come certo un nuovo accertamento fiscale.

I pagamenti di Adidas a Panama

Succede tutto nel sistema offshore messo a punto dagli agenti dei giocatori affinché squadre e sponsor possano dichiarare di non sapere nulla. Nella maggior parte dei sistemi scoperti grazie a Football Leaks i soldi vengono versati inizialmente in una società registrata in Europa (Irlanda, Paesi Bassi, Malta) prima di prendere discretamente la strada di un paradiso fiscale. Un gigante dello sport, Adidas, si è tuttavia mostrato complice di questa evasione: il celebre marchio tedesco ha pagato direttamente il giocatore argentino Lucho González a Panama per tre anni consecutivi.

L’EIC ha trovato tra fatture, ciascuna da 50.000 euro datate 2010, 2011 e 2012. In tutto, quindi, Lucho ha riscosso almeno 150.000 euro versati da Adidas in un paradiso fiscale. Interrogata, Adisas ha spiegato che rifiuta di commentare i singoli contratti. Nemmeno Lucho ha voluto commentare. Nel calcio il silenzio è d’oro. Come il pallone.


Fonte: Dossier Foofball Leaks su Mediapart

Foto: Joe Shlabotnik via Foter.com / CC BY-NC-SA

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