Bahamas leaks: una nuova breccia nell’opacità dei paradisi fiscali

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Nell’era digitale i segreti offshore sono difficili da mantenere.

Un nuovo leak di documenti interni dal registro delle imprese delle Bahamas, uno dei più noti paradisi fiscali al mondo, mette in luce i dettagli degli interessi finanziari di politici, imprenditori, finanzieri e, beh, truffatori. 1,3 milioni di documenti su oltre 175.000 società registrate alle Bahamas tra il 1990 e il 2016. Molte di queste informazioni sono pubblicamente accessibili, ma l’International Consortium of Investigative Journalists che ha ricevuto i documenti ha potuto constatare che in molti casi le informazioni nei registri ufficiali sono incomplete e addirittura contraddette da quelle presenti nei documenti del leak.

Questa nuova fuga di documenti rivela i legami tra l’ex commissario europeo Neelie Kroes con una società offshore basata alle Bahamas senza che l’informazione compaia nei registri ufficiali. Kroes risulta essere stata direttrice di una società con sede alle Bahamas tra il 2000 e il 2009.

In questi documenti si trovano citati numerosi dirigenti mondiali come amministratori di società offshore, come per esempio il ministro delle finanze canadese Bill Morneau, il vicepresidente angolano Manuel Vicente, l’ex emiro del Qatar Hamad Ben Khalifa Al-Thani, l’ex primo ministro della Mongolia Sukhbaataryn Batbold o ancora l’ex ministro colombiano Carlos Caballero Argaez.

In assenza dei documenti interni complementari che avevano convalidato le inchieste dei media partner dell’ICIJ con i Panama papers è spesso impossibile sapere se le personalità coinvolte hanno usato le società offshore dei Bahamas leaks a fini legali o no, che sia per frode fiscale o riciclaggio di denaro. In attesa di eventuali inchieste giudiziarie, il pubblico deve accontentarsi delle spiegazioni fornite dai diretti interessati. Del resto questi documenti rivelano solo raramente la vera identità degli azionisti e dei beneficiari finali di queste aziende, spesso diversi dagli amministratori che si possono trovare nel registro delle imprese, che possono essere semplici prestanome.


 

Fonti:
International Consortium of Investigative Journalists
The Guardian
Le Monde

Foto: Shutterstock

 

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