Ci hanno detto che la crisi è arrivata:
come fosse una tempesta tropicale, un anticiclone delle Azzorre. Da dove, perché, chi l'ha provocata? Nessuno. Perché è arrivata? Il caso, il ciclo economico. Da dove è arrivata? È comparsa dal nulla.E ci ripetono ogni giorno che siccome c'è la crisi, dobbiamo fare sacrifici, assieme. Tagliare la spesa, si dice. Ma cos'è davvero questa spesa? È l'asilo di tuo figlio, è il treno che usi per andare al lavoro, è l'ospedale della tua città. Nessuno ci ha voluto dire che la speculazione prima e il salvataggio delle banche — poi — hanno spostato il debito dalle banche agli stati.
E di chi è il debito degli stati?
Di tutti noi: mio, tuo, dei nostri figli. La finanza controlla i grandi mezzi di informazione, e quindi la politica. Gioca con il prezzo del cibo di miliardi di persone come al casinò: il banco vince sempre. È in grado di scegliere quale paradiso fiscale utilizzare, come spostare i capitali senza farsi notare. Misura più di quattro volte il valore del lavoro, della produzione, del commercio. Dell'economia sana e vera.Da dove arrivano questi capitali?
Siamo tutti noi con i nostri investimenti, i nostri depositi ad alimentare il mostro finanziario, che ci incanta con i tassi di interesse, nascondendoci però i costi delle conseguenze delle nostre scelte. La buona notizia è che possiamo fare qualcosa di importante. Subito.Possiamo informarci
senza passare per le fonti di informazione "intorbidite", possiamo trasmettere la verità alle persone che non la conoscono, possiamo verificare dove finiscono davvero i nostri soldi e soprattutto possiamo finalmente decidere di sceglierne la destinazione.Per tutto questo è nato il movimento Non Con I Miei Soldi.
Possiamo cambiare il mondo, un euro alla volta: adesso tocca a noi.