Spese militari in crescita: ecco il Rapporto Mil€x 2017

Spese militari in crescita: ecco il Rapporto Mil€x 2017

64 milioni di euro al giorno. Tanto spende l’Italia in armi. Quello delle spese militari è l’unico settore che non subisce tagli, neanche in tempo di crisi. Il settore della sanità prevede tagli per un miliardo l’anno nei prossimi tre anni, in compenso la spesa militare 2017 è prevista in 23,3 miliardi (1,4% del PIL), in aumento rispetto al 2016 e soprattutto rispetto all 2006 (+21%), anno in cui si è iniziato ad utilizzare un più affidabile metodo di conteggio. E ricordiamo che la crisi è iniziata nel 2008-2009.

Ma non solo: il boom della spesa in armamenti (+10% nel 2017, +85% rispetto al 2006), è sempre più a carico del MISE ed è finanziata con mutui onerosissimi (tassi del 30-40%, 310 milioni di interessi nel 2017).

Sono questi alcuni dei dati che emergono dal Rapporto annuale di Mil€x, l’osservatorio sulle spese militari italiane, presentato lo scorso 15 febbraio.

Secondo il ministro Pinotti, citata nel rapporto, «sulla Difesa non si può più tagliare, dopo che negli ultimi dieci anni le risorse a disposizione sono state ridotte del 27 per cento. Tutto quello che si doveva tagliare si è tagliato, ma ora sul capitolo Difesa è venuto il momento di tornare ad investire». Ma questa affermazione non trova riscontro nei dati dei bilanci del suo stesso Ministero, che per il periodo di riferimento mostrano non un taglio bensì un aumento delle risorse del 7 per cento (da 19 a 20,3 miliardi) in sostanziale costanza del rapporto budget Difesa/PIL (1,28-1,25 per cento) — dato, quest’ultimo, indicativo della volontà politica di destinare alla Difesa una porzione fissa della ricchezza nazionale.

Una nota ufficiale del ministro Pinotti smentisce addirittura la NATO, che nel suo ultimo rapporto annuale sulle spese militari dei Paesi membri evidenziava un aumento della spesa per l’Italia tra il 2015 e il 2016.

È necessario fare chiarezza, sottolineano gli estensori del Rapporto Mil€x, sulla reale entità e dinamica delle spese militari italiane, non facili da quantificare come dimostra la varietà di stime prodotte dalle principali organizzazioni e istituti 24 25 26 internazionali che si occupano del tema, dato che ciascuno adotta definizioni e metodi di calcolo diversi tra loro

La scelta metodologica alla base del rapporto è stata quella di considerare le risorse destinate dallo Stato, in varie forme, alla spesa militare e non la spesa effettivamente sostenuta, quindi il budget assegnato, non la sua gestione di cassa. Questo perché si è scelto di dare risalto alla scelta politica piuttosto che alla dinamica contabile, nella quale per altro entrano in ballo meccanismi che rendono difficile soppesare le spese effettivamente ascrivibili all’anno considerato.

 

 

Per approfondire:

Scarica il Rapporto (.pdf 33Mb)

Visita il sito di Mil€x