Al casinò della finanza si scommette sulla fame: il ritorno della speculazione sul cibo

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«Prendete le scommesse più azzardate, i comportamenti economici più rischiosi mai ideati e abbinateli al bisogno fondamentale del genere umano». Così Tim Jones, autore di The Great Hunger Lottery riassume e spiega quanto sia sbagliato scommettere sui prezzi del cibo nei mercati finanziari.

Nel 2014, dopo una campagna durata quattro anni, diverse associazioni sono riuscite a convincere i regolatori europei ad introdurre nuove norme per affrontare l’eccessiva speculazione sul cibo che, fondamentalmente, introducono limiti di posizione che restringono le cifre che le aziende possono scommettere sui prezzi del cibo, per frenare la speculazione. Si è trattato di un fatto storico nell’Unione Europea dove nessun Paese aveva mai osato tanto.

I contratti futures sono usati da centinaia di anni per aiutare i contadini ad affrontare l’incertezza dei raccolti, per esempio a causa di condizioni climatiche impreviste che possono comprometterli. Il loro scopo originario era aiutare i contadini a vendere i raccolti in una data futura a un prezzo garantito. Tuttavia, questi contratti possono essere acquistati e venduti da speculatori che non hanno nessun interesse che il cibo sia effettivamente venduto. Invece, con l’acquisto e la vendita dei contratti possono trarre profitto se i prezzi cambiano nel corso del tempo – in sostanza scommettendo sul prezzo del cibo.

Questi mercati per contratti futures hanno funzionato bene fino alla fine degli anni ’90, quando un’aggressiva lobby di banchieri ha ottenuto che la regolamentazione fosse ritirata. Nuovi e complicati prodotti finanziari sono stati creati dalle banche per trarre profitto dalle scommesse sul cibo. Ma nella crisi alimentare globale del 2008-2009 i prezzi dei prodotti alimentari di base come il grano e il mais raggiunsero vertiginosamente livelli da record e l’eccessiva speculazione aveva avuto un ruolo chiave nell’aumento dei prezzi che aveva avuto come conseguenza un aumento della povertà e della fame globale. In seguito alla crisi alimentare globale e alla crisi finanziaria, l’Unione Europea si era impegnata attraverso il G20 a regolare i mercati finanziari, affrontare la volatilità dei prezzi di merci essenziali come il cibo e introdurre un robusto sistema di limiti di posizione.

Negli ultimi due anni la Commissione Europea ha lavorato all’implementazione della legislazione. Al momento, però, sta considerando alcune proposte che indebolirebbero consistentemente l’efficacia dei limiti di posizione. Questo minerebbe il cuore delle campagne condotte per anni da centinaia di migliaia di persone. Se Jonathan Hill, il Commissario ai servizi finanziari, non cambia idea, la sua proposta consentirà eccessivi livelli di speculazione sul cibo, lasciando di nuovo milioni di persone nel mondo in balia della volatilità e instabilità dei prezzi.

Dobbiamo continuare a batterci. Jonathan Hill prenderà una decisione definitiva alla fine di febbraio. Global Justice invierà una lettera aperta per ricordargli l’importanza di un forte sistema di limiti di posizione. È importante che più persone possibili firmino questa lettera per dare un segnale forte che non vogliamo permettere alle multinazionali di scommettere sulla fame.

Firma la lettera aperta.

Fonte: Global Justice

Foto: Kecko from Northeast corner of, Switzerland – Swiss Crop Circle Detail, CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=45590710

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Finanza e cibo