Summer School On Social Banking: impressioni a caldo

Due chiacchiere con Susi e Ferdinando di Banca Etica, di ritorno dalla Summer School On Social Banking.

La scuola, che ogni anno vede la partecipazione di operatori di settore e studenti provenienti da tutto il mondo, è organizzata dall’Institute for Social Banking, l’ente di ricerca per una finanza a servizio dell’uomo e dell’ambiente promosso dalle principali banche etiche e alternative europee.

NCIMS: Ciao Susi, ciao Ferdinando, 
siete da poco rientrati dalla Summer School On Social Banking, quali sono le vostre impressioni a caldo?

Susi: è stata una esperienza molto interessante e stimolante. Un’occasione per confrontarsi con altri lavoratori di organizzazioni di finanza etica ma anche con studenti e professionisti del settore bancario tradizionale sensibili verso i temi trattati.

Ferdinando: è stata una settimana di full immersion di intenso lavoro individuale e di gruppo che ha coniugato lo sviluppo di importanti aspetti tecnici a momenti di approfondimento interiore e relazionale: assolutamente gratificante dal punto di vista dello sviluppo delle competenze e umano oltre ad averci regalato un grande entusiasmo per la ricchezza e le potenzialità del nostro “movimento”.

 

NCIMS: Le persone partecipanti vengono da tanti paesi diversi, quali sono secondo voi gli elementi di affinità che spingono tanti a impegnarsi per la finanza etica?

Susi: eravamo 70 persone provenienti da 18 paesi diversi. Tra di noi c’erano persone provenienti da paesi dove la finanza etica è ormai un movimento radicato come Italia e Germania o paesi dove si sta avviando in questi anni la riflessione come Finlandia e Slovacchia: in tutti i partecipanti però, ho trovato la consapevolezza che il denaro deve essere utilizzato e gestito in maniera responsabile supportando progetti che perseguano finalità sociali e ambientali e non solo volti al mero profitto economico.

Ferdinando: abbiamo conosciuto, lavorato insieme e apprezzato uomini e donne del nord come del sud del mondo; con loro abbiamo condiviso culture, esperienze, stili di vita diversi ma con un’unica grande motivazione, un unico filo conduttore: andare oltre la finanza “tradizionale” e lo stile di vita consumistico per costruire condizioni di vita migliori per le persone e i popoli meno fortunati e un futuro sostenibile al nostro pianeta.

NCIMS: Voi fate parte di Banca Etica. Quali sono le principali differenze culturali e/ o operative tra la vostra banca e quelle che avete avuto modo di conoscere?

Susi: Dal punto di vista operativo alcune banche, come Triodos, puntano maggiormente sull’operatività on-line, con una struttura monosportello – Spagna a parte – e una tradizione molto radicata di investimento in fondi etici, rispecchiando anche quello che è mercato dei paesi in cui operano; altre, dal lato raccolta propongono solo prodotti di risparmio e non i servizi come carte e conti correnti.
Ma la principale differenza che ho notato tra Banca Etica e le altre organizzazioni di finanza etica riguarda la struttura dei soci del nostro istituto: nessun altra Banca ha una partecipazione così attiva dei soci sul territorio e un’interconnessione così forte degli stessi con la struttura operativa e di governance. Da questo punto di vista Banca Etica è unica nel suo genere ed è su questo aspetto che si sono maggiormente concentrate le domande degli altri partecipanti. Grande curiosità ha destato anche la figura del Banchiere Ambulante: La Nef ha ammesso di essersi ispirata proprio a noi per l’introduzione di una figura simile nella loro organizzazione!

Ferdinando: Banca Etica è una banca giovane dal punto di vista anagrafico e ciò lo si nota soprattutto dal punto di vista dell’organizzazione e dei prodotti e dei servizi offerti (oltre che delle dimensioni) rispetto ai nostri “cugini più anziani” del nord Europa. Però il nostro sistema di governance, il ruolo attivo dei nostri soci, dei Git, le figure dei valutatori sociali e dei banchieri ambulanti sono riconosciuti come il modello più originale cui ispirarsi per nuove iniziative di finanza etica e in questo senso siamo stati contattati da alcuni partecipanti provenienti dalla Finlandia, dalla Repubblica Ceca e da Portorico che stanno studiando il nostro modello di Banca.

NCIMS: C’è consapevolezza del ruolo fondamentale che le “social banks” possono svolgere in questa fase di profonda crisi dell’economia e della finanza? Come è stata declinata durante il corso?

Susi: C’è la consapevolezza diffusa che le social banks non possano limitare la propria attività alla gestione del denaro in modo responsabile, ma debbano affiancare ad essa un’attività di informazione ed educazione sui temi finanziari. Il tema di questa edizione della Summer School era “The Impact of Sustainable Banking”; abbiamo riflettuto sull’impatto in tutte le sue forme: quali sono i criteri per definire un impatto positivo, le difficoltà di misurazione di un impatto non economico, i limiti della “misurazione di un impatto. In realtà le Banche Etiche per definizione si sono sempre occupate di impatto: prestando attenzione agli effetti concreti del loro agire sull’economia reale.
Sono temi complessi, per i quali è difficile trovare risposte univoche per ogni organizzazione; ma se ogni organizzazione trova il suo modo di “misurarsi”, raccontarsi e trasmettere le proprie idee e valori sarà capace di contagiare positivamente anche clienti, soci, società civile.

Ferdinando: il tema affrontato durante le quasi venti sessioni di lavoro che hanno animato la settimana verteva sugli effetti che la finanza etica ha sulla società, sull’economia e su di noi, su come misurarli e anche come “raccontarli” oltre i numeri e gli indicatori economici e finanziari.
Tra i relatori e i partecipanti c’era grande consapevolezza di essere “agenti” attivi di cambiamento e innovazione, ma anche che le sfide che aspettano l’umanità nei prossimi decenni l’umanità sono impressionanti…non ultimo che il sud e l’est del mondo diventeranno sempre di più il baricentro in cui si deciderà il nostro futuro e sarà quindi strategico sia “fare movimento insieme” per aumentare l’influenza del nostro sistema nei confronti di nuovi interlocutori sia declinare la finanza etica in modi diversi rispetto agli attuali per poter far fronte alle nuove istanze che prepotentemente stanno emergendo e “contagiare” anche nuovi mondi.

NCIMS: Tra i partecipanti anche altri hanno lanciato iniziative di sensibilizzazione e informazione analoghe a Non con i miei soldi o cooperano attivamente con la società civile per informare le persone sull’importanza della finanza etica?

Susi: l’importanza dell’azione di sensibilizzazione verso la società è un sentire comune di tutte le organizzazioni di finanza etica e molte di esse cooperano con scuole e università per diffondere i principi della finanza etica. (vorrei dire che nessuna ha lanciato iniziative “così avanti” come NCIMS…ma non vorrei risultare troppo sciovinista…)

Ferdinando: senza ombra di dubbio rispetto a questa e ad altre iniziative che Banca Etica promuove nei confronti della società civile siamo assolutamente all’avanguardia quanto ad innovazione e contenuti.

NCIMS: Dai, azzardate, cosa c’è da aspettarsi per il futuro dalla finanza etica internazionale?

Susi: la finanza etica è un movimento sempre più forte che trova l’apprezzamento di sempre più persone. Mi auguro continui ad essere agente di cambiamento favorendo il passaggio dalla semplice condivisione dei valori all’azione concreta da parte di tanti cittadini.

Ferdinando: le analisi macroeconomiche a livello internazionale sulle potenzialità del nostro settore presentate durante la Summer School sono estremamente incoraggianti, sta solo a noi organizzarci per sfruttarle al meglio, facendoci agenti del cambiamento senza perdere lo slancio innovativo e ideale che fa parte del nostro DNA.

NCIMS: Grazie!

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