Words, world, web – Parole, pianeta, rete a Terra Futura 2013

Dal 17 al 19 maggio torna a Firenze, all’interno di Terra Futura, Words, world, web – Parole, pianeta, rete, l’evento dedicato alla sostenibilità attraverso la Rete.

Words, world, web è uno spazio aperto di discussione e prevede un programma di incontri, presentazioni e conversazioni. Il tema conduttore di questa edizione sarà: la rete come bene comune. L’argomento verrà, di volta in volta, inquadrato da prospettive differenti: economia ed impresa, informazione, territorio, beni comuni digitali, ecc.

Leggi tutto …

Regolamentazione bancaria: fatta la regola, trovato l’inganno

La nuova normativa europea relativa alle banche è stata adottata lo scorso aprile dopo quattro anni di studi, dibattiti e scontri. Ma per le più grandi banche europee cambierà poco e hanno davvero poco da temere, a differenza dei cittadini che dovrebbero sapere che a causa di scappatoie le nuove regole non impediscono costosi salvataggi di banche in futuro. E’ quanto sostiene in un lungo articolo Corporate Europe Observatory che utilizza l’esempio di Deutsche Bank a sostegno della propria analisi. Leggi tutto …

Frodi bancarie

Secondo il NewYork Times sono almeno otto le agenzie federali che stanno indagando su JPMorgan Chase nel momento in cui la banca registra profitti da record. «Potenzialmente, ogni singolo istituto finanziario degli Stati Uniti ha commesso frodi, prima o poi» ha dichiarato il senatore Bernie Sanders «quindi la domanda è se la frode è il modello di business di Wall Street. Credo che si possa scoprire che lo è». Fra molti esempi, JPMorgan Chase nel 2011 ha pagato 156,3 milioni di dollari per sistemare accuse collegate alla crisi finanziaria. Nessuno è andato in prigione. In un accordo separato nello stesso anno, la banca ha pagato 56 milioni di dollari per l’accusa di aver sovraccaricato membri dell’esercito sui loro mutui.

Leggi tutto …

“Toque a Bankia”: il sabotaggio creativo delle banche spagnole

Il 9 maggio sarà probabilmente difficile recarsi in una filiale di Bankia, in Spagna, e compiere qualsiasi operazione. Una parte degli attivisti del movimento #15M, infatti, ha ideato una singolare protesta che ha lo scopo di bloccare le attività della più grande banca del paese i cui debiti sono stati recentemente ripagati dallo Stato.

Leggi tutto …

Quando le banche sanno fare del bene: storie di progetti che migliorano vite

Global Alliance for Banking on Values è un’organizzazione che associa banche etiche di ogni angolo del mondo, dall’Asia all’Africa, dall’America Latina al Nord America all’Europa. Tra i membri si trovano banche di microcredito, cooperative di credito, banche di comunità, banche etiche che finanziano imprese sociali, ambientali e culturali.

Sfogliando le storie delle imprese finanziate dalle banche socie della rete di GABV è possibile apprezzare l’impatto concreto e, spesso, determinante, del fare banca avendo come obiettivo il miglioramento della qualità di vita di individui e comunità ovunque nel mondo.

Leggi tutto …

Non ci sono mai stati così tanti miliardari nel mondo

Sono 210 in più dell’anno scorso e i loro patrimoni, tutti insieme, arrivano a 5.400 miliardi di dollari. I miliardari non sono mai stati così numerosi. Un paradosso in tempo di crisi? Veramente no, spiega Guillaume Daudin, professore universitario e ricercatore all’OFCE, l’Osservatorio francese sulle congiunture economiche.

Sembra paradossale che il numero di miliardari nel mondo sia il più elevato dalla Prima Guerra mondiale mentre attraversiamo ancora una crisi e le politiche di austerità si moltiplicano. L’ultima riduzione del numero dei grandi patrimoni risale al 2009, dopo lo shock della crisi finanziaria. Tra il 2008 e il 2009 il miliardari sono passati da 1.100 a 800. Ma da allora il loro numero non ha fatto che aumentare.

Leggi tutto …

Le politiche di austerità sono dovute a un errore in un file Excel?

Uno degli articoli più citati negli ultimi anni dai sostenitori dell’austerità sarebbe basato su un errore di calcolo in un foglio di Excel. Nel 2010 Carmen Reinhart e Kenneth Rogoff, due economisti di Harvard che hanno occupato posti di alta responsabilità al Fondo Monetario Internazionale, hanno pubblicato un articolo dal titolo «Growth in a Time of Debt» nel quale, analizzando le statistiche del periodo 1946-2009, sostengono che la crescita è considerevolmente più bassa nei paesi in cui il debito pubblico supera il 90% del PIL.

In due anni questo articolo è diventato molto influente: citato in più di 500 articoli universitari, menzionato dall’ex segretario di stato al Tesoro degli Stati Uniti Timothy Geithner, dal candidato repubblicano alla vice presidenza Paul Ryan o dal commissario europeo agli affari economici Olli Rehn.

Leggi tutto …

Un sondaggio e una domanda

di Andrea Baranes

Chiediamo aiuto ai nostri lettori…

Le misure per uscire dalla crisi sono chiare. Dobbiamo:
1. accettare i piani di austerità, stringere la cinghia, tagliare il welfare a partire da sanità e pensioni;
2. rimettere in discussione diritti dati per acquisiti e adottare politiche per una maggiore “flessibilità” del lavoro e “moderazione” dei salari;
3. avere un governo forte e dimostrare stabilità politica;
4. delegare decisioni sempre più importanti alla Troika (BCE, Commissione europea, FMI), istituzioni che nessuno ha democraticamente eletto, ma che devono supervisionare ogni aspetto della politica economica italiana.

Il perché ormai lo sanno anche i sassi. I nostri conti pubblici non sono in ordine, ci siamo comportati male e ora non ci sono alternative. Se non facciamo disciplinatamente i compiti verremo puniti dall’insindacabile giudizio dei mercati. E’ lo spread il nuovo indice che misura la bontà delle politiche pubbliche e lo stato di salute dei Paesi. In poche parole, l’unica cosa che conta è dare fiducia ai mercati.

Bene, qual’è la situazione oggi? Politicamente, siamo senza governo; il Parlamento uscito dalle urne non è in grado di esprimere una maggioranza. Finanziariamente, il debito ha toccato nuovi record, sia in valore assoluto sia in rapporto al PIL, e lo Stato non sa nemmeno dove trovare le risorse per la cassa integrazione. Economicamente continuiamo a essere in recessione, la produzione industriale è in calo, i consumi crollano. Socialmente, gli italiani sono sempre più sfiduciati.

In questa situazione, l’infallibile responso dell’oracolo finanziario dovrebbe essere chiaro: l’Italia è una mina vagante, fuga degli investitori, impossibilità di piazzare un titolo di Stato anche offrendo tassi di interesse degni del peggiore usuraio, spread alle stelle.
E invece no. Niente di tutto questo. Anzi. Lo spread è ai minimi da anni a questa parte. L’ultima asta dei BTP è andata una meraviglia. Il ministero del Tesoro ha emesso un comunicato stampa per annunciarne la chiusura anticipata, perché le richieste erano enormemente superiori all’offerta di titoli. Oggi tutti vogliono investire in Italia.

Per capire il perché chiediamo aiuto ai nostri lettori. Un piccolo sondaggio. Voi come la vedete?

  1. I mercati finanziari sono totalmente irrazionali, lo spread dovrebbe effettivamente essere alle stelle ma la famigerata “efficienza” dei mercati è una bufala gigantesca. In realtà gli investitori non ci capiscono nulla.
  2. Non c’è nessun rapporto tra situazione politica e aumento dello spread. Gli obbiettivi finanziari sono di brevissimo periodo, i mercati vanno avanti a ondate speculative, indipendentemente dai fondamentali degli Stati o delle imprese in cui investono.
  3. L’Italia è molto più affidabile in questi giorni. Senza governo, con un Parlamento in completo stallo stiamo finalmente dando sicurezza ai mercati finanziari.
  4. E’ solo uno scherzo architettato da quei simpatici burloni di Wall Street e della City.

Noi una risposta soddisfacente non l’abbiamo. Anzi, ci sembra che un’altra domanda sorga spontanea. Ma per quale accidenti di motivo da almeno due anni stiamo vivendo una situazione di austerità, di tagli al welfare, di perdita di diritti, di ulteriore svendita del patrimonio pubblico, di mercificazione dei beni comuni, di rinuncia alla sovranità democratica, di imposizione di governi tecnici, di tagli alle pensioni, e chi più ne ha più ne metta, se al momento di maggiore instabilità e incertezza corrisponde il valore minimo dello spread?

Ancora prima: davvero ogni scelta di politica economica deve essere diretta a compiacere i mercati? E questo persino se i mercati se ne fregano altamente della realtà economica e politica? Un sentito ringraziamento a chi riesce a dare una spiegazione convincente.

“Con i miei soldi” cambiamo la finanza azione per azione

Da oltre un anno diciamo “Non con i miei soldi” a una finanza che fa della speculazione la propria essenza, che ha causato la crisi che stiamo subendo senza pagarne le conseguenze. In questo blog proviamo a spiegarvi i meccanismi di funzionamento della finanza e della speculazione certi che solo l’informazione permette di compiere scelte consapevoli.

Ora Banca Etica ha dato vista a un progetto nostro gemello: si chiama “Con i miei soldi” ed è una campagna di educazione finanziaria che si propone di rendere concreti e tangibili i tanti modi in cui i cittadini-risparmiatori possono agire dal basso per contrastare la finanza speculativa che ha distorto l’economia globale negli ultimi decenni, scegliendo invece prodotti e servizi finanziari “etici”: pensati, cioè, in un’ottica di trasparenza, sostenibilità, sostegno all’economia reale e alle imprese che lavorano in settori di interesse collettivo, nel rispetto dell’ambiente e dei diritti umani.

Leggi tutto …

Il sistema bancario spiegato ai bambini

Se avete problemi a capire (e spiegare) come funziona il sistema bancario, ecco un cartone animato che può venire in vostro soccorso.

Mettetevi comodi (e non innervositevi troppo!)

Pagina 1 di 15