Ci hanno spiegato i motivi della crisi, ci hanno detto che è colpa della speculazione, ci hanno imposto sacrifici. Quello che non ci hanno raccontato è il grande gioco della finanza e con quali soldi si alimenta.

Scoprilo giocando i tuoi risparmi, o fai subito qualcosa per cambiare le regole del gioco.

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CHE FAI, INCASSI? -

HAI INCASSATO LA VINCITA!

È quello che facciamo spesso in tanti, quindi non sei solo.
La slot machine è la nostra concezione di risparmio: lo diamo a qualcuno per gestirlo e incassare "gli interessi", senza conoscere i meccanismi che li generano e le conseguenze dell'utilizzo dei nostri soldi.
Non sappiamo (o non vogliamo sapere) che un uso dei nostri soldi poco responsabile e trasparente ha conseguenze negative non solo per "altri", ma anche per noi, il nostro ambiente, il nostro futuro. La buona notizia è che se sono i nostri soldi a generare tutto questo, sono anche i tuoi soldi a poterlo cambiare: puoi chiedere trasparenza, puoi agire, puoi dire anche tu: #NONCONIMIEISOLDI! Scopri cosa puoi fare, subito!

NON HAI INCASSATO LA VINCITA!

Hai fatto una scelta coraggiosa, che quasi nessuno ancora fa. Spesso affidiamo il nostro denaro alla slot machine della finanza speculativa: lo diamo a qualcuno per gestirlo e incassare gli interessi, ma non sappiamo (o non vogliamo conoscere) le dinamiche che generano quel guadagno e le conseguenze del modo in cui i nostri soldi vengono utilizzati. Hai scelto di non contribuire a un uso irresponsabile del tuo denaro. Hai scelto la trasparenza: hai detto #NONCONIMIEISOLDI Ora scopri cosa puoi fare, subito!

Il nostro futuro dipende da ognuno di noi

Essere informati è il primo passo per comprendere quali sono le leve che possiamo utilizzare per influire sulla destinazione dei nostri risparmi. Condividere e diffondere è il secondo passo. Spostare i propri investimenti è il messaggio decisivo al sistema finanziario.

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  • Bassa finanza #4 e l’antidepressivo

    “Al termine di ogni pezzo dovresti suggerire anche un buon antidepressivo”, ci scrive Antonio. In effetti le notizie di #bassafinanza parlano quasi sempre di un mondo in rovina, dove gli squali e gli avvoltoi si spartiscono le carni lacerate e putrefatte dell’economia reale, sperando di non essere anticipati dalle iene o dai ratti (dei quali, in effetti, si parlerà in questo numero).

    La realtà, come sempre, è molto più complessa. L’economia continua ad essere dominata da un sistema finanziario ipertrofico che condiziona le scelte politiche a tutti i livelli, ma nel frattempo si approvano nuove norme, si impongono limiti, si studiano riforme. E aumenta la consapevolezza dei cittadini. E’ un processo lento, lentissimo, che porta a risultati sempre parziali, spesso insoddisfacenti.

    Chi sogna la rivoluzione rimane frustrato, perché la rivoluzione non arriva e probabilmente non arriverà: come ha sostenuto Gary Becker, economista della scuola di Chicago scomparso di recente, la recessione è stata tutto sommato meno dura di quanto ci si aspettasse. E quindi finora i cambiamenti sono stati “incrementali” più che “radicali” o “rivoluzionari”. In sostanza, prima che infiammi la rivoluzione le cose devono andare peggio, molto peggio di così. E non credo che sia una cosa che ci possiamo augurare.

    Il migliore antidepressivo, quindi, è porsi degli obiettivi raggiungibili: convincere il proprio vicino di pianerottolo a cambiare banca, sussurrare alla zia che è da fessi comprare ETF sulle commodities alimentari, raccontare a tutti quanto sia bello farsi la doccia con l’acqua scaldata dal pannello solare.

    #bassafinanza alla fine serve proprio a questo: a creare maggiore consapevolezza per drizzare le antenne e passare parola. Per raggiungere l’obiettivo a volte tagliamo la realtà a fette grosse e ci serviamo di animali famelici. Non ce ne vogliate. E se avete l’impressione che ci concentriamo troppo sul dito, sappiate comunque che il nostro obiettivo è quello di continuare, imperterriti, a guardare la luna. Leggi tutto …

  • Le priorità contro l’evasione fiscale

    di Andrea Baranes

    Comprereste un chilo di carta igienica a oltre 4.000 dollari? E un litro di succo di mela per 2.052$? E penne a sfera per 8.500$, secchi di plastica per 972$, pinzette a 4.896$ l’una? Eppure sono esempi di transazioni effettivamente realizzate da alcune multinazionali, e non da responsabili acquisti improvvisamente impazziti. Parliamo invece di una delle più diffuse ed efficaci strategie per non pagare le tasse.

    Benvenuti nel mondo del transfer pricing, una pratica perfettamente lecita ma che può essere sfruttata per eludere il fisco e “ottimizzare” il proprio carico fiscale. Il prezzo di trasferimento indica quello a cui le imprese multinazionali acquistano e vendono prodotti o servizi tra loro diverse filiali. Leggi tutto …

  • Un twitterstorm per la tassa sulle transazioni finanziarie

    Riceviamo da ZeroZeroCinque.

    Il Premier Renzi ricorre assiduamente all’uso di Twitter in momenti e contesti diversissimi, i suoi cinguettii risuonano alle ore più disparate del giorno e così abbiamo pensato… Perché non provare a recapitargli in massa un messaggio? Va da sé che abbiamo un messaggio, un motivo valido e un’occasione ghiotta.. Leggi tutto …