Ci hanno spiegato i motivi della crisi, ci hanno detto che è colpa della speculazione, ci hanno imposto sacrifici. Quello che non ci hanno raccontato è il grande gioco della finanza e con quali soldi si alimenta.

Scoprilo giocando i tuoi risparmi, o fai subito qualcosa per cambiare le regole del gioco.

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HAI INCASSATO LA VINCITA!

È quello che facciamo spesso in tanti, quindi non sei solo.
La slot machine è la nostra concezione di risparmio: lo diamo a qualcuno per gestirlo e incassare "gli interessi", senza conoscere i meccanismi che li generano e le conseguenze dell'utilizzo dei nostri soldi.
Non sappiamo (o non vogliamo sapere) che un uso dei nostri soldi poco responsabile e trasparente ha conseguenze negative non solo per "altri", ma anche per noi, il nostro ambiente, il nostro futuro. La buona notizia è che se sono i nostri soldi a generare tutto questo, sono anche i tuoi soldi a poterlo cambiare: puoi chiedere trasparenza, puoi agire, puoi dire anche tu: #NONCONIMIEISOLDI! Scopri cosa puoi fare, subito!

NON HAI INCASSATO LA VINCITA!

Hai fatto una scelta coraggiosa, che quasi nessuno ancora fa. Spesso affidiamo il nostro denaro alla slot machine della finanza speculativa: lo diamo a qualcuno per gestirlo e incassare gli interessi, ma non sappiamo (o non vogliamo conoscere) le dinamiche che generano quel guadagno e le conseguenze del modo in cui i nostri soldi vengono utilizzati. Hai scelto di non contribuire a un uso irresponsabile del tuo denaro. Hai scelto la trasparenza: hai detto #NONCONIMIEISOLDI Ora scopri cosa puoi fare, subito!

Il nostro futuro dipende da ognuno di noi

Essere informati è il primo passo per comprendere quali sono le leve che possiamo utilizzare per influire sulla destinazione dei nostri risparmi. Condividere e diffondere è il secondo passo. Spostare i propri investimenti è il messaggio decisivo al sistema finanziario.

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    le storie

  • Il Fiscal Compact, ovvero il benessere come variabile macroeconomica

    di Andrea Baranes

    [scarica l'articolo in pdf]

    Il Fiscal Compact va abolito, ripudiato, nel migliore dei casi ridiscusso alla base. Nelle ultime settimane è quasi unanime il grido verso le istituzioni europee, accusate di trascinare l’Italia nel baratro e comunque di peggiorare una situazione già critica.
    Per capire cosa ci sia in gioco, è opportuno andare a vedere nel merito cosa preveda il Trattato sulla stabilità, coordinamento e governance nell’unione economica e monetaria, meglio noto come Fiscal Compact. Primo, fondamentale aspetto: parliamo di un accordo siglato tra 25 dei 27 governi dell’UE – Repubblica Ceca e Gran Bretagna non lo hanno firmato. Non è quindi un accordo promosso dall’UE, ma inter-governativo. Fermo restando che l’impianto segue e riprende diversi vincoli e proposte nati in ambito UE (da Maastricht ai più recenti two pack e six pack), suona per lo meno strano che molti degli stessi esponenti politici che oggi dicono “No al fiscal compact impostoci dall’Europa ” non ricordino come si parli di un accordo tra governi e come solo due anni fa erano tra i partiti che lo hanno votato in Parlamento (Legge n.114 del 23 luglio 2012) quando sostenevano il governo Monti. Leggi tutto …

  • Bassa finanza, la finanza cattiva letta su Twitter

    Rubrica a cura di Mauro Meggiolaro

    La finanza cattiva non muore mai. Dietro le nostre spalle addormentate crescono nuovi titoli esotici, un gruppo di banche manipola un tasso d’interesse, un primario istituto vende derivati tossici a una casa di riposo. Il conto, alla fine, lo pagano i cittadini e i piccoli risparmiatori.

    In questa rubrica raccoglieremo, con cadenza irregolare, le ultime dieci notizie sulla “finanza cattiva”, in ogni luogo essa si manifesti. Per dimostrare che, con la crisi finanziaria, tutto è cambiato per rimanere come prima. E per tenere la guardia alta. Perché gli unici che possono fermare la devastazione siamo noi. Con le nostre scelte e la nostra consapevolezza.  Leggi tutto …

  • La corsa di BlackRock

    In questi giorni continua l’acquisizione di quote di istituti finanziari italiani ad opera di BlackRock, la più grande società di raccolta e gestione del risparmio su scala planetaria.

    Per capire chi è BlackRock e i contorni della sua presenza in Italia pubblichiamo l’articolo di Duccio Facchini pubblicato su Altreconomia (156, gennaio 2014).

    “Come devo investire i miei soldi?”. La domanda è retorica, perché a farla è Blackrock, la maggiore società di raccolta e gestione dei risparmi del mondo, con un valore complessivo di mercato dei propri fondi pari -al terzo trimestre 2013- a 4.096 miliardi di dollari, il 12% in più rispetto allo stesso periodo del 2012. La risposta -quella che campeggia da un paio di mesi sulle pagine dei quotidiani e alle fermate degli autobus- è FIGO, e sta per Bgf Fixed Income Global Opportunities Fund, uno dei fondi obbligazionari gestiti dal gigante Usa, una società che per esteso si chiama BlackRock Inc, ha la testa negli Stati Uniti d’America, nello Stato a fiscalità agevolata del Delaware, e una fitta rete societaria che arriva fino in Italia, sotto forma di una succursale in capo alla britannica BlackRock investment management limited (170 milioni di sterline di capitale sociale).
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  • La lobby più potente del mondo

    di Andrea Baranes

    1.700 addetti per un fatturato di oltre 120 milioni di euro l’anno. Non parliamo di una multinazionale, ma dell’esercito di lobbisti che affolla le istituzioni europee a Bruxelles e della quantità di denaro fornita ogni anno da banche e altre imprese del settore per sostenerne le attività. Sono alcuni dei dati riassunti nel rapporto pubblicato oggi da Corporate Europe Observatory – CEO e intitolato “la potenza di fuoco della lobby finanziaria”.

    Se è banale, se non ingenuo, pensare di sorprendersi di fronte alla notizia di un mondo finanziario che esercita una fortissima attività di lobby sulle istituzioni europee, ben diverso è vedere nero su bianco i dati e le cifre in gioco. Ogni regola, Direttiva, o ricerca passi da Parlamento, Commissione, BCE o qualsivoglia altra istituzione europea è soggetta a questa “potenza di fuoco”. “Probabilmente la lobby più potente del mondo”; parole non di un qualche gruppo di complottisti, ma del Commissario Europeo Algirdas Semeta.

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