Ci hanno spiegato i motivi della crisi, ci hanno detto che è colpa della speculazione, ci hanno imposto sacrifici. Quello che non ci hanno raccontato è il grande gioco della finanza e con quali soldi si alimenta.

Scoprilo giocando i tuoi risparmi, o fai subito qualcosa per cambiare le regole del gioco.

Entra anche tu nel casinò della finanza!

SCEGLI QUANTO PUNTARE

COMPLIMENTI!

Twittalo

COME USEREMO I TUOI SOLDI?

CHE FAI, INCASSI? -

HAI INCASSATO LA VINCITA!

È quello che facciamo spesso in tanti, quindi non sei solo.
La slot machine è la nostra concezione di risparmio: lo diamo a qualcuno per gestirlo e incassare "gli interessi", senza conoscere i meccanismi che li generano e le conseguenze dell'utilizzo dei nostri soldi.
Non sappiamo (o non vogliamo sapere) che un uso dei nostri soldi poco responsabile e trasparente ha conseguenze negative non solo per "altri", ma anche per noi, il nostro ambiente, il nostro futuro. La buona notizia è che se sono i nostri soldi a generare tutto questo, sono anche i tuoi soldi a poterlo cambiare: puoi chiedere trasparenza, puoi agire, puoi dire anche tu: #NONCONIMIEISOLDI! Scopri cosa puoi fare, subito!

NON HAI INCASSATO LA VINCITA!

Hai fatto una scelta coraggiosa, che quasi nessuno ancora fa. Spesso affidiamo il nostro denaro alla slot machine della finanza speculativa: lo diamo a qualcuno per gestirlo e incassare gli interessi, ma non sappiamo (o non vogliamo conoscere) le dinamiche che generano quel guadagno e le conseguenze del modo in cui i nostri soldi vengono utilizzati. Hai scelto di non contribuire a un uso irresponsabile del tuo denaro. Hai scelto la trasparenza: hai detto #NONCONIMIEISOLDI Ora scopri cosa puoi fare, subito!

Il nostro futuro dipende da ognuno di noi

Essere informati è il primo passo per comprendere quali sono le leve che possiamo utilizzare per influire sulla destinazione dei nostri risparmi. Condividere e diffondere è il secondo passo. Spostare i propri investimenti è il messaggio decisivo al sistema finanziario.

approfondisci

Vuoi testimoniare il tuo appoggio in modo aperto, trasparente ed efficace?
La tua foto sarà una testimonianza importante.

mettici la faccia

NEWSLETTER

Vorremmo tenerti al corrente di cosa facciamo. Ce lo permetti? Niente spam o pubblicità!


(* campo richiesto)
Ho letto e accetto le norme sulla privacy * 

  • BLOG
    le storie

  • Le letture dell’estate di Non con i miei soldi: 7 libri da non perdere

    Quali libri mettere in valigia quest’estate? Abbiamo chiesto un suggerimento alle penne che, solitamente, leggete su Non con i miei soldi.

    Maria Teresa Ruggiero

    DALLE LACRIME DI SYBILLE. STORIA DEGLI UOMINI CHE INVENTARONO LA BANCA, AMEDEO FENIELLO

    Comincia con le lacrime di una donna il viaggio alla scoperta di come sono nate la banca e la finanza. Un percorso gremito di tante storie di uomini – dai papi ai re, ai più semplici e oscuri cambiavalute che calcavano i mercati d’Europa – che, per primi, nutrirono il nuovo sogno del capitalismo.

    Il Potere. Come usarlo con intelligenza, James Hillman

    Che cosa è il potere? O, meglio, a quale idea di potere siamo abituati? Potere come prestigio e come possibilità di disporre (delle cose e delle persone) o potere per vivere e aiutare a vivere meglio? Hillman ci aiuta a capire l’Economia, come si è venuta sviluppando in Occidente e il Potere che ne accompagna.
    Esiste una prospettiva, nel mondo del lavoro, degli affari, dell’economia, che può trasformare il potere da chiave di autoaffermazione in possibilità di apprendimento, di relazione, di crescita armonica, servizio, manutenzione. Esiste il potere di ridare equilibrio alle scelte, di esprimere giustizia nei confronti delle persone e delle cose, di promuovere la bellezza, di diffondere amore, di persuadere senza doversi imporre, di esprimere carisma senza necessariamente essere o diventare famosi, di acquisire prestigio senza inganno e mistificazione, di guidare senza intimorire (e rinunciando al sottile piacere che l’incutere timore ci dà).

    Andrea Baranes

    Lo Stato Innovatore, Mariana Mazzuccato

    L’impresa privata è considerata da tutti una forza innovativa, mentre lo Stato è bollato come una forza inerziale, troppo grosso e pesante per fungere da motore dinamico. Lo scopo del libro è smontare questo mito.

    Chi è l’imprenditore più audace, l’innovatore più prolifico? Chi finanzia la ricerca che produce le tecnologie più rivoluzionarie? Qual è il motore dinamico di settori come la green economy, le telecomunicazioni, le nanotecnologie, la farmaceutica? Lo Stato. È lo Stato, nelle economie più avanzate, a farsi carico del rischio d’investimento iniziale all’origine delle nuove tecnologie. È lo Stato, attraverso fondi decentralizzati, a finanziare ampiamente lo sviluppo di nuovi prodotti fino alla commercializzazione. E ancora: è lo Stato il creatore di tecnologie rivoluzionarie come quelle che rendono l’iPhone così ‘smart’: internet, touch screen e gps. Ed è lo Stato a giocare il ruolo più importante nel finanziare la rivoluzione verde delle energie alternative. Ma se lo Stato è il maggior innovatore, perché allora tutti i profitti provenienti da un rischio collettivo finiscono ai privati?

    Combattere la povertà – Lavoro, non assistenza, Hyman Philip Minsky

    Una serie di scritti di Hyman Philip Minsky ripresi in un volume a cura di Riccardo Bellofiore e Laura Pennacchi.

    Secondo Minsky all’uscita dalla crisi deve contribuire una spesa pubblica anticiclica e in disavanzo, una spesa che faccia dello Stato un Big Government, ovvero creatore di posti di lavoro. La tradizionale cassetta degli attrezzi keynesiana non basta. Lo Stato deve pianificare gli investimenti (cosa che il mercato non può fare). Quello che propone Minsky è un capitalismo interventista guidato, come spiegano i curatori Bellofiore e Pennacchi, che si fondi su un programma di impiego in progetti utili. Non basta introdurre elementi di assistenza, non bastano gli ammortizzatori sociali, serve uno Stato capace di creare posti di lavoro. Si tratta della ripresa, radicale ma sempre più necessaria, dell’idea di una socializzazione degli investimenti, estesa non solo a banche e finanze, ma anche al ruolo dello Stato come fornitore primo di occupazione. Solo così supereremo la crisi che ci attanaglia. Tutto questo va controcorrente? Certamente si. Ma proprio qui sta la sfida.

    Mauro Meggiolaro

    Resistere non serve a niente, Walter Siti

    Nel dicembre del 2009 Antonio Maria Costa, allora direttore esecutivo dell’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga, ha dichiarato che, nel 2008, alcune banche sull’orlo del collasso sarebbero state salvate dal denaro sporco proveniente dal traffico di droga e da altre attività criminali: l’unica liquidità disponibile nel momento più acuto della crisi. 352 miliardi di dollari che sarebbero stati quasi interamente assorbiti nell’economia legale, senza battere ciglio. C’è una zona grigia tra criminalità e finanza, fatta di banchieri accondiscendenti, broker senza scrupoli, politici corrotti e malavitosi di seconda generazione con il master in finanza internazionale, accolti a braccia aperte negli ambienti più lussuosi e insospettabili.

    Walter Siti dà un volto a questi protagonisti del capitalismo finanziario contemporaneo usando tutti gli strumenti della finzione narrativa, senza però staccarsi dalla realtà delle sentenze, delle testimonianze di magistrati, giornalisti e investigatori. Un romanzo straordinario, che va sorseggiato come un Bloody Mary bello carico sotto una palma o al dolce fresco delle siepi. Premio Strega 2013.

    Alessandro Fatigati

    È l’economia che cambia il mondo. Quando la disuguaglianza mette a rischio il nostro futuro, Yanis Varoufakis

    Se non avete mai letto di economia, leggete questo libro. Se siete professori di economia, leggete questo libro. Se odiate i numeri leggete questo libro, e se li amate leggetelo ancor più avidamente. È pieno di cosciente umanità, che poco ha a che fare col presunto buonismo, e molto con la consapevolezza che la felicità dell’uomo sia un bene, e non una merce. Prezioso.

    The Great Divide: Unequal Societies and What We Can Do About Them, Joseph Stiglitz

    (Non ancora tradotto in italiano)

    Lo sguardo lungo di un insider che interroga il passato e dispone lungo una gerarchia di tempi e pressioni specifiche soluzioni puntualmente disattese. Le origini ideologiche della crisi, i disastri prodotti dall’era Bush, la subalternità al pensiero unico della presidenza Clinton, le occasioni mancate di quella Obama. Le riflessioni pop prodotte nel corso degli anni fra le pagine di Vanity Fair e quelle del New York Times: la promessa tradita di un PIL alimentato dalla bolla monetaria che dopo anni continua a mascherare disuguaglianze e valori reali, la critica al quantitative easing, alla liturgia della moneta capace di battezzare per edulcorare i nomi dei propri disastri, come nella migliore tradizione speculativa. Come se Truman Capote avesse scritto della Federal Reserve.

  • Debito greco: non uno, ma molti fallimenti

    di Andrea Baranes

    323 miliardi di euro, circa il 175% del PIL. Il debito pubblico greco è il vero convitato di pietra dei negoziati con le istituzioni europee e internazionali. Da un lato ogni richiesta al Paese ellenico, dal surplus ai tagli alle pensioni, fino all’aumento dell’IVA, è mirato a reperire le risorse per ripagarlo. Dall’altro, una sua ristrutturazione non è in agenda, l’unica discussione possibile è su come fare si che venga restituito, non se sia possibile farlo e con quali modalità.

    L’impossibilità di pagarlo emerge dal rapporto preliminare del Comitato per la verità sul Debito Pubblico, costituito su decisione del Presidente del Parlamento greco. Un punto di vista di parte, quindi, ma interessante se non altro perché ricostruisce la storia e le caratteristiche di tale debito. Una storia che permette di sfatare alcuni dei principali luoghi comuni che caratterizzano il dibattito attuale, dal presunto eccesso di spesa pubblica al fatto che la Grecia continua a pesare sulle tasche degli europei, dopo i diversi piani di salvataggio degli scorsi anni. Leggi tutto …